venerdì 1 febbraio 2013

The Liberty Bell: che vinca il peggiore! O no?

di Paolo Amighetti

Questi sono i giorni «della merla». I più freddi dell'anno, secondo la tradizione e il termometro: raro caso in cui la scienza più moderna e il vecchio bagaglio delle credenze popolari vanno a braccetto. Purtroppo, non c'è che la politica a scaldare queste mattine invernali: le elezioni sono vicinissime, manca ormai pochissimo al 24-25 febbraio. Una due giorni rovente alla quale ci avviciniamo con un sacco di indifferenza ma anche, udite udite, con un pizzico di speranza. Non ci sono in ballo soltanto le Politiche, stavolta: in Lombardia si vota pure per le Regionali. Dunque, la posta è un po' più alta del solito. Digerito l'amaro boccone della bocciatura di Forza Evasori, speriamo che questa campagna elettorale scialba e monotona (l'ultima veramente avvincente, dopotutto, fu nel 1948: «Nel segreto della cabina elettorale, Dio ti vede, e Stalin no!») si avvii alla conclusione, e che vinca il peggiore. Ce ne faremo una ragione, come sempre. Ma stavolta forse, ed ecco la ragione della scintilla d'entusiasmo, dopotutto c'è un «migliore», uno per la cui vittoria si possono incrociare le dita: si chiama Marco Bassani, è una delle punte di diamante del libertarismo italiano e si candida per le regionali in Lombardia nelle liste del movimento di Giannino, Fare per Fermare il Declino. Vi diremo perché abbiamo intenzione di sostenerlo, e vi inviteremo a farlo a vostra volta: in alternativa vi proporremo una sana astensione, per chi non volesse diventare ingranaggio della macchina democratica verso la quale, sia chiaro, siamo sempre diffidenti. Sullo sfondo, campeggiano le rivoluzioni regionaliste di cui vi parliamo ogni mese: quella scozzese, quella catalana e quella veneta. Votare Bassani vuol dire sostenere e far scoppiare, al più presto, quella lombarda: per questo il 24 e il 25 di questo mese potremmo pure evitare di turarci il naso.

2 commenti:

  1. comandante Otto2 febbraio 2013 09:43

    Io non voglio scandalizzare nessuno ma in Itaglia si è raggiunto un certo benessere grazie all'evasione e al lavoro nero. Setutti avessero pagato le tasse il denaro sarebbe finito nella gola vorace profonda e sprecona dello stato. Che fine avrebbe fatto?Hanno rubato quando ce n'era poco.... Rimedio:oscurare lo stato e anarchia per un anno,siammo in un'economia di consumo bisogna spendere, bada bene noi non lo stato.

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    1. In linea teorica sono d'accordo con te. Al 100%. Anche se mi sfugge il nesso tra l'articolo e il tuo commento.

      Paolo Amighetti

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