venerdì 22 marzo 2013

Questione di priorità

di Tommaso Cabrini


Qualche tempo fa il Comune di Cremona è salito alla ribalta nazionale perchè ha portato allo stacco delle utenze (acqua, gas ed eletticità) di più di cento famiglie in difficoltà economiche, non essendo in grado di effettuare un esborso di circa centomila euro a loro sostegno.


Naturalmente non è nostra intenzione supportare un welfare spinto, tuttavia andando a vedere qualche risvolto successivo si comincia ad intuire perchè il Comune sia così in difficoltà, anche per un provvedimento molto sentito come il sostegno alle famiglie in difficoltà.

Lo stesso Comune ha, infatti, recentemente provveduto ad assumere 32 «precari» (tra i quali anche qualche dirigente, sia ben inteso). Tuttavia la Corte dei Conti non risulta dello stesso parere, ha infatti aperto un procedimento di infrazione (una volta tanto si sta attenti a come viene speso il denaro dei contribuenti). La magistratura contabile ha infatti definito l'azione comunale «un atto del tutto illegittimo e foriero di grandi esborsi per l'Ente» nonchè una «condotta caratterizzata da dolo». Il danno ad oggi è stato quantificato dalla medesima Corte dei Conti in circa 1.200.000 euro, ai quali si aggiungono altri potenziali 5 milioni di euro di danni da corrispondere ai lavoratori nel caso perdessero il posto.

La preoccupazione cittadina è tutta rivolta alla salvaguardia dei 32 dipendenti a rischio, perchè naturalmente non c'è nessuna correlazione con i continui innalzamenti di imposte, l'impossibiltà di agire a sostegno dei casi più gravi, gli sforamenti di patto di stabilità e, diciamola tutta, l'essere un Comune ad un passo dal dissesto; situazione della quale non si parla, nè sui quotidiani locali nè nei bar, ma tremendamente prossima: questione di priorità politiche.

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