giovedì 4 ottobre 2012

Il denaro è la radice di tutti i mali?

di Miki Biasi


Alcune volte, succede di sentire o leggere, più o meno in quest ordine, tali proposizioni:
 Il denaro è il cancro della società! Torniamo al baratto! Staremo meglio! Non saremo più schiavi! Aboliamo il denaro!

Ma cos’è questo demonio chiamato denaro?
E’ un bene utilizzato come medio di scambio. Esso, però, si differenzia dagli altri beni medi di scambio per il fatto di essere generalmente accettato da tutti in cambio di qualsivoglia altro bene. Quindi, perché prendersela così tanto con il denaro?
 Forse che l’abolizione del denaro sia soluzione di tutti i problemi e noi non ce ne accorgiamo? Probabile.
Tuttavia, il fascino di una proposta così innovativa e retrograda non può esimere dal vagliarne la fondatezza.

Immaginiamo che il parlamento italiano approvi, con legge costituzionale, l’abolizione ed il divieto del denaro imponendo esclusivamente il baratto/scambio diretto, cioè esclusivamente lo scambio di beni propri contro beni altrui che abbiano un'utilità, per così dire, diretta (consumo, produzione).
Immaginiamo, poi, un uomo (d’ora in poi chiamato Primo) in possesso di un modesto podere che si affaccia su un fiume e confina con i terreni appartenenti ad altri uomini: Secondo, Terzo, Quarto e Quinto.

Proviamo ad indagare cosa comporti, con riguardo alla vita degli uomini sopra indicati, la legge costituzionale appena approvata:

1) Primo, che è bravo a pescare, è stufo di mangiare pesce. Desidera qualcosa di nuovo, qualcosa che solletichi il suo palato: dei frutti sarebbero l’ideale. Egli deve trovare qualcuno disposto a cedere i frutti del  proprio terreno precisamente in cambio di pesce. Se i 4 uomini restanti sono disposti a cedere i propri frutti solo in cambio di beni diversi (es: uova o ortaggi), il bisogno di Primo resterà insoddisfatto.
La situazione descritta sopra si presenterà per altri e diversi bisogni di ciascuno dei 5 uomini che stiamo considerando, poiché, alla base, c’è il problema della “doppia coincidenza dei desideri”: tu hai ciò che voglio, ma devi desiderare in cambio proprio ciò che io posso offrirti;

2) Terzo, che possiede un martello, va matto per le uova con pancetta accompagnate da alcune fette di pane. Anch’egli si trova a fronteggiare il problema della “doppia coincidenza di desideri “.
Tuttavia, i problemi, per Terzo, non finiscono qui: egli è in possesso di un bene non divisibile (il martello), cioè di un bene che, se diviso, perde la propria utilità. Difficilmente otterrà uova, pancetta e pane spaccando il suo martello in 3 parti e cercando di ottenere con ciascuna parte uno dei 3 beni oggetto dei suoi desideri;

3) Quarto ha messo su, tutto da solo, una bella casetta sul proprio terreno: ci ha messo del tempo, ma è rimasto soddisfatto del risultato. Quinto si è accorto del bel lavoro svolto da Quarto e vorrebbe che quest’ultimo costruisse una casa anche per lui: in cambio sarebbe disposto ad offrire lezioni di caccia. L’offerta è gradita da Quarto, il quale, però ha un piccolo problema: la costruzione della propria casa gli ha già portato via molto tempo e allontanarsi nuovamente dalla sua famiglia, per quello stesso periodo, non gioverebbe al suo rapporto con la moglie. Quarto, allora ha un idea: chiedere a Primo e Secondo di dargli una mano.
Lo aspetta, però, una brutta sorpresa: Primo è disposto a cedere la prestazione lavorativa solo in cambio di frutti mentre Secondo solo in cambio di alcune galline. Se non possiede quei beni o se ciò che riceverà in cambio da Quinto è qualcosa di diverso da quei beni, allora nessuno dei 4 vedrà soddisfatto il proprio desiderio;

4) Quinto è un tipo dalle grandi vedute: ritiene di aver trovato un modo per incanalare l’acqua, dal fiume, nei suoi campi (e in quelli dei suovi vicini) e ritiene che questo sia un metodo meno costoso della raccolta con secchi. Per il progetto bisogna investire: pagare i lavoratori (ma vedi il punto 3) e acquistare i materiali (vedi il punto 1).
Tuttavia, per fare quanto detto, è necessario il risparmio: Quinto deve aver rincunciato a consumare (e quindi ,di converso, deve aver “accumulato/risparmiato”) proprio quei beni che i possessori del lavoro e dei materiali richiedono in cambio; questi beni accumulati da Primo non devono essere soggetti a deperimento.
Diffilcilmente (non dico sia impossibile) l’idea di Quinto troverà concretizzazione.

Queste 4 situazioni evidenziano 4 problemi: doppia coincidenza dei desideri (presente in tuti e 4 punti), divisibilità dei beni oggetto di scambio (secondo punto), pagamento dei fattori di produzione (terzo e quarto punto), risparmio e investimento (quarto punto).

Certamente, i nostri 5 uomini avrebbero potuto agire in un’altra maniera:
1)cercare di ottenere il bene desiderato scambiando prima il proprio bene (non desiderato dalla controparte) con quello che la controparte desidera;
2)cedere quest’ultimo bene alla controparte.
Tuttavia, questo stratagemma non eliminerebbe i problemi analizzati sopra, o, per lo meno, non li eliminerebbe fin tanto che il bene utilizzato come medio di scambio non sia un bene generalmente accettato. Ma in questo caso non sarà più possibile parlare di baratto.
L’emergere del denaro elimina tutti gli inconvenienti evidenziati sopra. Come? Basteranno alcune righe.

Poniamo che, con il passare del tempo, il medio di scambio generalmente accettato sia divenuto il sale: ciò significa che il sale non è domandato esclusivamente per la sua utilità diretta (es. dare sapore agli alimenti o conservare gli alimenti) ma è domandato anche per la facilità con cui esso è scambiabile con altri beni.

1) Primo cede il suo pesce in cambio di sale (venuto meno il problema della “doppia coincidenza dei bisogni”, lo scambio risulta facilitato anche per colui che acquista il pesce). Poi, cede una certa quantità del sale ottenuto a Secondo in cambio dei suoi frutti. Perché, ora, Secondo dovrebbe accettare lo scambio? Semplicemente perché conscio che il sale ottenuto (pur non avendo, per lui, alcuna utilità diretta) gli permetterà di  ottenere in cambio qualsivoglia bene egli desideri (uova, galline, carne, lezioni di musica ecc), naturalmente nei limiti della quantità di sale in suo possesso.

2) Terzo cede il martello in cambio di sale, che è un bene suscettibile di essere diviso in quantità più piccole senza perdere la propria utilità. In questo modo può utilizzare le quantità di sale ottenute per acquistare le quantità di uova, pancetta e pane da lui desiderate.

3) Quarto può pagare, con del sale, Primo e Secondo per la costruzione della casa di Quinto. I due lavoratori potranno spendere il sale nei beni che più desiderano. Tra l’altro, se lo scopo di Quarto rimane quello di ottenere lezioni di caccia, potrebbe decidere di pagare direttamente con sale la prestazione di Quinto.

4)Quinto, può realizzare il suo progetto. Gli basta rinunciare alla soddisfazione di alcuni suoi bisogni per un certo lasso di tempo, di modo da aumentare le quantità di sale (bene tra l’altro difficilmente deperibile) a propria disposizione. In questo modo potrà  effettuare gli investimenti richiesti dall’opera.




Piccola nota:  questo scritto è solo un altro modo di spiegare ciò che può essere contenuto in qualsivoglia manuale di economia. Le situazioni evidenziate vogliono mettere in evidenza alcuni problemi del sistema del baratto e sono volutamente dirette ad evidenziarne i punti nevraligici. Lo scopo di questo articolo, dopotutto,  non è chiedere l’eliminazione del baratto e nemmeno concludere che ” il baratto è il male, il denaro è il bene”, ma un altro: se il baratto (che è uno scambio) è bene, l’emergere e l’uso del denaro è ancora meglio.

3 commenti:

  1. Mah,il baratto è un'alternativa controeconomica all'economia monopolista attuale.Non vedo nulla di male in esso,anzi è molto più libertario del denaro per certi versi,ed è per questo che è limitato e contrastato con ogni mezzo dallo stato.

    RispondiElimina
  2. Sono d'accordo con lei: il baratto di questi tempi permette un certo tipo di evasione. Quindi sta bene.

    Ma ci tengo a sottolineare come non sia mia intenzione proporre l'abolizione del baratto (cosa che ho anche specificato nella nota, a scanso di equivoci).

    Che ognuno sia libero di scegliere il proprio metodo di scambio. L'importante è non imporlo agli altri.

    Saluti. Miki Biasi

    RispondiElimina
  3. Tommaso Cabrini5 ottobre 2012 12:45

    La lotta contro il denaro mi sembra vecchia retorica di stampo Marxista, dopotutto furoni i Khmer rossi ad abolire il denaro e tutti sappiamo come andò a finire.

    Il baratto di per sè è un metodo antiquato ed abolito dalla storia, ciò non toglie che i qualche caso possa risultare ventaggioso. Ma questi casi si riducono 9 volte su 10 a mera distorsione delle scelte provocate dall'intervento statale.

    RispondiElimina