giovedì 20 marzo 2014

Le alternative all'inganno del "Contratto Sociale", città e strade private

Premessa
 
di Luigi Angotzi


Lysander Spooner, anarchico statunitense di metà '800, muoveva le sue critiche al "regime democratico" facendo una disamina al concetto di "Contratto Sociale", già anticipato dagli scritti di metà '700 dall'illuminista elvetico J.J. Rousseau.
 Spooner sosteneva attraverso un ragionamento prettamente giuridico la non validità dei Governi, dello Stato e delle Leggi.

Difatti, le Carte Costituzionali adottate dagli Stati come documenti che vincolavano il popolo "Ab aeterno" possono essere annoverate nella categoria dei "contratti".

Le costituzioni, se mai dotate di legittimità, sono state ratificate da individui (solo taluni ne accettavano il contenuto ma mai la totalità di essi) ormai deceduti e quindi è inammissibile che esse vengano ritenute ancora valide, proprio perché parte dei contraenti non esistono più.

Spooner approfondisce il concetto dimostrando anche come tali contratti, vengano raramente rispettati e quindi, proprio per inadempienza, dovrebbero ritenersi "non più validi" (risoluzione per inadempimento).

A partire da questi ragionamenti egli afferma che «le Nazioni, i Governi e Gli stati non hanno legalità alcuna e che i giuramenti sulla Costituzione non hanno validità giuridica».

martedì 14 gennaio 2014

Uscita dall’euro? Domande & risposte



di Tommaso Cabrini e Andrea Benetton


Articolo originariamente pubblicato su The Fielder (http://thefielder.net/10/12/2013/uscita-dalleuro-domande-risposte/)
 
L’articolo «Una soluzione monetaria per l’Europa» ha avuto un buon successo e sviluppato un interessante dibattito in Rete. Come autori, ci sembra doveroso rispondere alle critiche dei lettori sviluppatesi sia su The Fielder sia sui molti blog e testate su cui è stato rilanciato l’articolo.

Q — Il «portafoglio» di monete assomiglia piú a un incubo ricorsivo da Alice nel Paese delle Meraviglie (cioè l’Italia) che a una realtà economica. Oltre al casino già ai limiti dell’impossibile nella scelta tra prodotti concorrenti, ci manca quello della scelta tra monete concorrenti con cui pagare, magari in mix

A — Una delle obiezioni piú comuni ai processi di mercato in concorrenza è proprio questa. Il pericolo di complicare un sistema all’apparenza semplice, di stampo socialista: un solo fornitore (lo Stato) e un solo prodotto (nel nostro caso l’euro, ma si può adattare a qualunque altra merce). Quasi di certo, il sistema si complicherebbe in un primo tempo. Nuove monete sorgerebbero in quantità; ma molte di queste sarebbero infine soppresse dal mercato, a favore d’un piccolo paniere di monete considerate migliori dagli utenti. Rimarrebbe quindi un sistema con un piccolo gruppo di monete in concorrenza. All’apparenza il sistema si complica: piú monete tra cui scegliere, con diverse caratteristiche. Tuttavia, la libera scelta porta obbligatoriamente verso un sistema monetario piú trasparente, senza un monopolista che goda di rendite di posizione — tutti fattori che darebbero ai cittadini la possibilità d’arricchirsi di piú e meglio, di raggiungere al meglio i propri fini. Senz’altro, la scelta per l’acquisto d’un’automobile (per far un esempio di merce altamente complessa) è molto difficile: ben pochi hanno tutte le informazioni e le competenze necessarie per scegliere senza fare lunghe ricerche — ma non per questo preferiremmo poter guidare solo la Trabant.

lunedì 4 novembre 2013

Sostieni il Tea Party Italia (da oggi anche con i Bitcoin)

( Articolo già pubblicato sul blog  http://www.teapartyitalia.it/ )

Il movimento Tea Party Italia non riceve alcun tipo di finanziamento dal sistema politico: da sempre vive e opera grazie alle donazioni dei militanti e alle risorse che i produttori di ricchezza decidono di “investire” in esso per garantirsi un’ultima difesa contro la casta parassitaria. Da qualche giorno potete notare, nella pagina delle donazioni, istruzioni per un nuovo metodo che si affianca a quelli tradizionali: la donazione in Bitcoin.

Il protocollo Bitcoin rappresenta un esperimento estremamente innovativo: la creazione di una valuta digitale, distribuita, open source, basata sul sistema di crittografia a due chiavi, non inflazionabile e completamente privata, indipendente dalle interferenze arbitrarie di politici, burocrati, governi e banche centrali.

La scelta di Tea Party Italia di divenire il primo e ad oggi unico movimento in Italia che accetta donazioni in Bitcoin è dettata senza dubbio da motivi di praticità: i trasferimenti in Bitcoin sono un processo semplice, istantaneo, rispettoso della privacy e virtualmente gratuito a livello di commissioni. Ma la scelta è anche dettata da una presa di posizione ideale: quella a favore della concorrenza in campo monetario. Spieghiamoci meglio:

martedì 29 ottobre 2013

La Moneta Merce di Sintesi [terza e ultima parte]


di George Selgin (traduzione di Tommaso Cabrini)

Bitcoin

Da quando Friedman propose la sua regola monetaria controllata da computer, gli avanzamenti nella tecnologia informatica non hanno semplicemente reso la sua versione di una moneta merce di sintesi possibile. Tali avanzamenti hanno portato alla creazione di una vera moneta merce di sintesi –sebbene sia una moneta privata digitale o “cyber currency”, invece di una moneta cartacea autorizzata dallo Stato- il cui stock totale cresce automaticamente, sebbene ad un ritmo destinato a scende a zero, trasformandola in una moneta di sintesi anelastica. La moneta, il Bitcoin, è stato introdotto nel 2009.

Secondo Grindberg (2012, p.163) i “blocchi” di Bitcoin vengono generati dai “minatori” risolvendo un problema matematico, con le dimensioni dei blocchi e la difficoltà del problema in progressivo adattamento, in modo da mantenere il ritmo di emissione di Bitcoin all’interno della tabella di marcia fissata come mostrato nella successiva tabella: