“Il ministero in merito al presente contrassegno ha rilevato che in esso sono presenti espressioni letterali quali STATO LADRO e FORZA EVASORI che possono integrare fattispecie, anche penalmente rilevanti, di vilipendio dello stato e delle istituzioni e di istigazione a delinquere (artt. 290 e 414 del cc)” (motivazioni con le quali il Ministero ha bocciato il contrassegno di Forza Evasori)
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mercoledì 16 gennaio 2013
venerdì 2 novembre 2012
Liberalismo: una bozza di riflessione
di Damiano Mondini
Confucio sosteneva che, quando le parole perdono il proprio significato, allora il popolo perde la propria libertà. Mai frase fu più azzeccata: la revisione orwelliana del linguaggio – culminata nell’elaborazione di una vera e propria neolingua – ha colpito e sfigurato alcuni dei termini cardine della dignità dell’uomo. Pietre angolari della civiltà come “libertà”, “giustizia”, “legge”, “uguaglianza”, “diritto” e “società” sono state stravolte e violentate fino a divenire l’ombra di se stesse. La giustapposizione dell’aggettivo “sociale” ha senz'altro contribuito ad aggravare il dramma: è così che sono nati lo “Stato sociale” e la “giustizia sociale”, due fra le più melliflue perversioni del bispensiero contemporaneo. Lo stupro linguistico più grave, tuttavia, ha riguardato i sistemi di idee che si pongono come baluardo della libertà e del rispetto del prossimo: la trasfigurazione del “liberalismo” è un caso paradigmatico. Col medesimo epiteto di “liberale” – o con l’equivalente anglosassone liberal - possono infatti essere indicati gli economisti John Maynard Keynes e Friedrich von Hayek, i Presidenti americani Thomas Jefferson e Barack Obama, i pensatori politici John Rawls e Murray N. Rothbard. A nulla vale sottolineare che Keynes - che pure rispondeva affermativamente al quesito Am I a liberal? - fu interventista, statalista e filo-totalitario, mentre Hayek sostenne il mercato, la libera intrapresa economica e la democrazia liberale; è inutile rilevare che Jefferson fu un bastione della libertà e della proprietà individuale, mentre Obama ha in animo di subordinare il privato alla magnificenza del pubblico e del governo federale; sarebbe parimenti vano obiettare che Rawls fu un socialista annacquato, quando Rothbard incarnò la più pura radicalità libertaria e anti-socialista. Il parossismo viene raggiunto dai manuali di Storia, che si ostinano a parlare di “Italia liberale” per indicare il governo italiano negli anni 1861-1922.
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