Il parlamento catalano ha approvato oggi la dichiarazione di sovranità presentata da Convèrgencia i Uniò e Esquerra Republicana: 85 i voti favorevoli, 41 i contrari, 2 gli astenuti. Prosegue così il processo iniziato il 25 novembre scorso, dopo la vittoria elettorale dei separatisti (di «destra» e «sinistra») e il loro accordo per una prossima consulta referendaria. Al lento distaccamento della società catalana da quella spagnola corrisponde ora un percorso istituzionale lineare. La strada rimane in salita, ma è stato fatto un importante passo avanti.
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mercoledì 23 gennaio 2013
Catalogna: approvata la «dichiarazione di sovranità»
Il parlamento catalano ha approvato oggi la dichiarazione di sovranità presentata da Convèrgencia i Uniò e Esquerra Republicana: 85 i voti favorevoli, 41 i contrari, 2 gli astenuti. Prosegue così il processo iniziato il 25 novembre scorso, dopo la vittoria elettorale dei separatisti (di «destra» e «sinistra») e il loro accordo per una prossima consulta referendaria. Al lento distaccamento della società catalana da quella spagnola corrisponde ora un percorso istituzionale lineare. La strada rimane in salita, ma è stato fatto un importante passo avanti. sabato 12 gennaio 2013
Catalogna: dopo il patto, ecco la dichiarazione di sovranità
di Paolo Amighetti
Un passo alla volta, la Catalogna si avvicina all'indipendenza. Pochi giorni fai due partiti catalani egemoni, Convèrgencia i Unió e Esquerra Republicana, hanno siglato un «patto di sovranità» che le impegna a governare con l'obiettivo di indire un referendum per ascoltare la volontà del popolo catalano: perché i catalani si esprimano e dicano chiaro e tondo con chi vogliono stare. Venerdì, le agenzie stampa hanno informato che la coalizione di maggioranza in Generalitat ha presentato una «dichiarazione di sovranità».
venerdì 28 dicembre 2012
2014: la Catalogna intravede l'indipendenza
di Paolo Amighetti
Dallo scorso 19 dicembre, in Catalogna è lecito sognare l'indipendenza. Niente più provocazioni o fantapolitica: raggiunto il «patto di sovranità» tra CiU e Esquerra tutto è possibile. Nella fattispecie, è possibile che la classe politica catalana lavori d'amore e d'accordo per indire un referendum nel 2014.
Dallo scorso 19 dicembre, in Catalogna è lecito sognare l'indipendenza. Niente più provocazioni o fantapolitica: raggiunto il «patto di sovranità» tra CiU e Esquerra tutto è possibile. Nella fattispecie, è possibile che la classe politica catalana lavori d'amore e d'accordo per indire un referendum nel 2014.
Che si profila come un annus mirabilis per scozzesi e catalani, anche se molte analisi lasciano intuire che i primi, in larga misura tax-consumers, preferiranno all'indipendenza la comoda redistribuzione inglese. A prescindere dal risultato dei referenda, comunque, in Europa si prenderà atto di un grosso evento: e cioè che a decidere dello status politico di intere aree saranno i cittadini che vi vivono e lavorano, la cui libera scelta le caste governative dovranno rispettare. In attesa di questa rivoluzione, diamo un'occhiata alla situazione catalana per come si presenta oggi.
Da un lato, il «patto di sovranità» ha scalzato dal dibattito politico lo scontro tra destra e sinistra, privilegiando quello tra centro e periferia; che l'iniziativa sia bipartisan testimonia quanto sia ampio il consenso attorno alle tesi indipendentiste. L'intera classe politica catalana è stata costretta a prenderne atto, e a lasciarsi coinvolgere dall'entusiasmo popolare. Dall'altro, a Madrid le forze politiche nazionali sembrano aver siglato un patto silenzioso e nemmeno tanto segreto per ostacolare la Catalogna: nessuno ha interesse a lasciarsi sfuggire il motore dell'economia, l'area più produttiva del Paese, la Lombardia del Mediterraneo.
domenica 2 dicembre 2012
The Liberty Bell: 31 giorni dopo...
di Paolo Amighetti
Da noi, qualche tempo fa, la nebbia era piuttosto fitta. Ma altrove si intravedeva già qualche raggio di sole. In Catalogna, per esempio, c'erano in ballo le elezioni: facile prevedere come sarebbe andata a finire, sulla scorta di quanto era appena successo nei Paesi Baschi. Mi unii al coro dei pronostici che davano gli indipendentisti per vincitori: non sbagliai, ma che in Catalogna la «febbre di libertà» aumenti di mese in mese lo sanno anche i politici romani. Ora che in Generalitat dominano i secessionisti (occupano 87 seggi su 135), bisogna che venga approvato ed indetto, questo referendum per l'indipendenza. La palla potrà così passare al parlamento madrileno, e poi a sua maestà Juan Carlos. La strada è lunghissima, più impervia di quanto si possa credere pensando alle belle immagini della manifestazione di Barcellona. Ma la direzione è quella giusta.
Il mese scorso si discuteva anche della situazione in Veneto, delle solite beghe dei venetisti, delle mosse future di Diritto di Voto. Mi chiedevo cosa sarebbe successo, ed in breve è andata così: il 28 novembre il consiglio regionale ha discusso e approvato la «risoluzione 44» proposta da Indipendenza Veneta, che spiana la strada ad un percorso legale perché i veneti decidano, di fatto, del loro futuro. Un piccolo grande passo che alcuni hanno giudicato sovversivo ed altri troppo timido. Insomma, sembra abbia scontentato proprio tutti. Che molti politici avrebbero fatto spallucce era scontato.
lunedì 26 novembre 2012
Catalogna: vince l'indipendenza, perde Mas
di Paolo Amighetti
In Catalogna è terminato lo scrutinio delle urne: ha inizio il valzer delle ipotesi, delle congetture, dei calcoli. Il Corriere della Sera parla di «tracollo» degli indipendentisti. La parola è un po' troppo forte: se infatti Convergència i Uniò ha perso dodici seggi, i separatisti di sinistra dell'Esquerra Republicana ne hanno guadagnati undici in più rispetto alle ultime elezioni; i comunisti catalani e gli ecologisti favorevoli all'indipendenza, tre di più rispetto al 2010. Sulla carta, esiste dunque una maggioranza soberanista: il catalanismo ha conquistato ottantasette seggi sui 135 disponibili, anche se i rimanenti quarantotto rimangono in pugno a socialisti, democristiani e Ciutadans.
In Catalogna è terminato lo scrutinio delle urne: ha inizio il valzer delle ipotesi, delle congetture, dei calcoli. Il Corriere della Sera parla di «tracollo» degli indipendentisti. La parola è un po' troppo forte: se infatti Convergència i Uniò ha perso dodici seggi, i separatisti di sinistra dell'Esquerra Republicana ne hanno guadagnati undici in più rispetto alle ultime elezioni; i comunisti catalani e gli ecologisti favorevoli all'indipendenza, tre di più rispetto al 2010. Sulla carta, esiste dunque una maggioranza soberanista: il catalanismo ha conquistato ottantasette seggi sui 135 disponibili, anche se i rimanenti quarantotto rimangono in pugno a socialisti, democristiani e Ciutadans. domenica 25 novembre 2012
Bon cop de falç, Catalunya!
di Paolo Amighetti
«Catalunya, triomfant, tornarà a ser rica i plena!» («Catalogna, trionfante, tornerà ad essere ricca e grande!») intona l'inno catalano. La speranza, in queste ore, è molta, perché il gran giorno è arrivato. In Catalogna si vota, e stavolta destra e sinistra c'entrano poco. Chi vuole la Catalogna libera ed indipendente, infatti, voterà Artur Mas, che punta alla rielezione per indire al più presto un referendum separatista; gli altri daranno il loro voto alla Spagna, cioè alla conservazione dello Stato unitario.
«Catalunya, triomfant, tornarà a ser rica i plena!» («Catalogna, trionfante, tornerà ad essere ricca e grande!») intona l'inno catalano. La speranza, in queste ore, è molta, perché il gran giorno è arrivato. In Catalogna si vota, e stavolta destra e sinistra c'entrano poco. Chi vuole la Catalogna libera ed indipendente, infatti, voterà Artur Mas, che punta alla rielezione per indire al più presto un referendum separatista; gli altri daranno il loro voto alla Spagna, cioè alla conservazione dello Stato unitario.
Dopo la grande manifestazione di Barcellona, a cui hanno partecipato un milione e mezzo di catalani, tutti si sono resi conto dell'importanza della questione catalana. Le ragioni del partito di Mas, Convergencia i Uniò, sono quelle di sempre: «La Catalogna trasferisce soldi, ma non ha capacità di porre condizioni»; «la Catalogna è la Germania della Spagna, ma senza aver potere».
martedì 13 novembre 2012
Diritto di Voto, breve resoconto di sabato 10
di Tommaso Cabrini
Brescia, 10 novembre 2012: i volenterosi di Diritto di Voto
si sono riuniti presso la cascina Maggia. L’obiettivo
dell’assemblea era molto pratico: trovare modalità per rendere in futuro
possibile l’espressione della volontà popolare su numerosi temi di importanza
cruciale.
Sebbene si sia accennato a tematiche come referendum fiscali
o sui matrimoni omosessuali, ci si è concentrati sulla possibilità di lasciare
decidere alla popolazione i confini entro i quali vivere.
L’attenzione del dibattito, infatti, è stata attratta principalmente
dalla Catalunya che chiede di potersi esprimere democraticamente in merito al
continuum dell’unione con la Spagna.
L’assemblea, solidale con la richiesta catalana,
ha deciso di dare il via all'impostazione del sito multilingue FreeCatalonia, con l’obiettivo di
renderlo un punto di incontro e discussione internazionale sull’argomento, inoltre, sempre con la mente rivolta alla Catalunya, è stata stilata una bozza di mozione
di solidarietà da proporre ai vari consigli regionali, provinciali e comunali.
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