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giovedì 26 settembre 2013

Liberty Bell



 di Tommaso Cabrini



Ultimamente il nostro piccolo blog ha subito un periodo di silenzio forzato. Purtroppo la redazione segue numerosi, forse troppi, progetti, oltre a doversi guadagnare il pane quotidiano o a proseguire gli studi. Per questi motivi in questi due mesi di vuoto ci siamo dedicati alle vacanze (meritate secondo noi), agli esami universitari e al superlavoro in ufficio post rientro.

Questo ci ha tenuti zitti anche durante il compleanno di The Road to Liberty, avvenuto lo scorso 31 agosto. Tuttavia i nostri lettori hanno una passione ed una fedeltà straordinaria, continuano a seguire questo piccolo blog anche quando silenzioso. Per questa ragione non vogliamo in alcun modo abbandonare il progetto, anzi, ci stiamo organizzando per rilanciare: noi siamo qui e continueremo a percorrere la nostra strada verso la libertà.

Proporremo nuovi brani che trattano di libertà da parte di tutti i nostri redattori e di contributor esterni, ai quali ci siamo sempre dimostrati aperti. Non solo, cogliamo l’occasione per invitare chiunque voglia far udire la propria voce nel panorama libertario a sentirsi libero di inviarci i propri pezzi ed a commentare quanto pubblicato sul blog.

Infine, oltre a continuare a proporre nuovi articoli e traduzioni su temi economici con la nostra visione austriaca procederemo alla riorganizzazione degli articoli già pubblicati su blog (oltre 170), che attualmente sono taggati in modo un po’ caotico, procedendo ad una nuova archiviazione ordinata per argomenti.


Un grazie a tutti per la pazienza.

Our liberty depends on the freedom of the press, and that cannot be limited without being lost. (Thomas Jefferson)

venerdì 1 febbraio 2013

The Liberty Bell: che vinca il peggiore! O no?

di Paolo Amighetti

Questi sono i giorni «della merla». I più freddi dell'anno, secondo la tradizione e il termometro: raro caso in cui la scienza più moderna e il vecchio bagaglio delle credenze popolari vanno a braccetto. Purtroppo, non c'è che la politica a scaldare queste mattine invernali: le elezioni sono vicinissime, manca ormai pochissimo al 24-25 febbraio. Una due giorni rovente alla quale ci avviciniamo con un sacco di indifferenza ma anche, udite udite, con un pizzico di speranza. Non ci sono in ballo soltanto le Politiche, stavolta: in Lombardia si vota pure per le Regionali. Dunque, la posta è un po' più alta del solito. Digerito l'amaro boccone della bocciatura di Forza Evasori, speriamo che questa campagna elettorale scialba e monotona (l'ultima veramente avvincente, dopotutto, fu nel 1948: «Nel segreto della cabina elettorale, Dio ti vede, e Stalin no!») si avvii alla conclusione, e che vinca il peggiore. Ce ne faremo una ragione, come sempre. Ma stavolta forse, ed ecco la ragione della scintilla d'entusiasmo, dopotutto c'è un «migliore», uno per la cui vittoria si possono incrociare le dita: si chiama Marco Bassani, è una delle punte di diamante del libertarismo italiano e si candida per le regionali in Lombardia nelle liste del movimento di Giannino, Fare per Fermare il Declino. Vi diremo perché abbiamo intenzione di sostenerlo, e vi inviteremo a farlo a vostra volta: in alternativa vi proporremo una sana astensione, per chi non volesse diventare ingranaggio della macchina democratica verso la quale, sia chiaro, siamo sempre diffidenti. Sullo sfondo, campeggiano le rivoluzioni regionaliste di cui vi parliamo ogni mese: quella scozzese, quella catalana e quella veneta. Votare Bassani vuol dire sostenere e far scoppiare, al più presto, quella lombarda: per questo il 24 e il 25 di questo mese potremmo pure evitare di turarci il naso.

domenica 23 dicembre 2012

The Liberty Bell: cento!

di Paolo Amighetti

Tra la rava e la fava, siamo arrivati all'articolo numero 100. Il cuore del nostro minuscolo blog batte al ritmo di un «pezzo» al giorno: spesso, però, impegni e imprevisti ci obbligano a sospendere le pubblicazioni per riprenderle dopo qualche giorno di stop. Tutto sommato, va bene così.
The Road to Liberty non riempie le nostre giornate: segue la sua vocazione di modesto punto di incontro tra i liberali e libertari più giovani, e non gli si può chiedere di più. Se ne occupa in tutta tranquillità una piccola, laboriosa redazione, che può contare sugli interventi di alcuni collaboratori esterni: il blog, snello e nervoso, resta di sana e robusta Costituzione. Più sana di quella di Benigni, perlomeno.
Negli ultimi mesi abbiamo proseguito a passo sostenuto il cammino iniziato nel settembre di quest'anno: possiamo guardarci alle spalle con un po' di soddisfazione? Soltanto i lettori e i commentatori hanno l'ultima parola: indubbiamente. Ma azzardando un giudizio, dico: ragazzi, ne abbiamo fatta di strada. In centotredici giorni di vita, abbiamo sfornato un centinaio di pezzi; quasi un articolo al giorno. Una bella fatica.
Al di là dei numeri c'è un progresso costante: piano piano, articolo dopo articolo, link dopo link, ci siamo fatti largo nel marasma del web alla ricerca di una nicchia, e ci pare di averla trovata. La nostra pagina Facebook ha più di un centinaio di fan. Molti dei nostri articoli vengono pescati e «rilanciati» dai guru del libertarismo italiano. La redazione collabora con siti di tutto rispetto come La Critica, Diritto di Voto, Movimento Libertario, LibertariaNation, Ludwig von Mises Italia. Pochi giorni fa siamo sbarcati pure su Twitter, desiderosi di ampliare il nostro pubblico e farci conoscere ancora di più. Lentamente, insomma, ci stiamo espandendo in visibilità; speriamo di soddisfare le aspettative dei lettori, giustamente esigenti. Fiduciosi di superare anche quest'impresa, ringraziamo coloro che ci seguono; e auguriamo loro buon Natale e un sereno 2013. Equitalia permettendo.

domenica 2 dicembre 2012

The Liberty Bell: 31 giorni dopo...

di Paolo Amighetti

Da noi, qualche tempo fa, la nebbia era piuttosto fitta. Ma altrove si intravedeva già qualche raggio di sole. In Catalogna, per esempio, c'erano in ballo le elezioni: facile prevedere come sarebbe andata a finire, sulla scorta di quanto era appena successo nei Paesi Baschi. Mi unii al coro dei pronostici che davano gli indipendentisti per vincitori: non sbagliai, ma che in Catalogna la «febbre di libertà» aumenti di mese in mese lo sanno anche i politici romani. Ora che in Generalitat dominano i secessionisti (occupano 87 seggi su 135), bisogna che venga approvato ed indetto, questo referendum per l'indipendenza. La palla potrà così passare al parlamento madrileno, e poi a sua maestà Juan Carlos. La strada è lunghissima, più impervia di quanto si possa credere pensando alle belle immagini della manifestazione di Barcellona. Ma la direzione è quella giusta.

Il mese scorso si discuteva anche della situazione in Veneto, delle solite beghe dei venetisti, delle mosse future di Diritto di Voto. Mi chiedevo cosa sarebbe successo, ed in breve è andata così: il 28 novembre il consiglio regionale ha discusso e approvato la «risoluzione 44» proposta da Indipendenza Veneta, che spiana la strada ad un percorso legale perché i veneti decidano, di fatto, del loro futuro. Un piccolo grande passo che alcuni hanno giudicato sovversivo ed altri troppo timido. Insomma, sembra abbia scontentato proprio tutti. Che molti politici avrebbero fatto spallucce era scontato.

giovedì 1 novembre 2012

The Liberty Bell: febbre di libertà

di Paolo Amighetti

Un altro mese è passato: nonostante le difficoltà e gli impegni, la redazione continua la sua attività con una buona costanza. Gli spunti non mancano: tira un'aria di «contro-risorgimento», in Veneto come in Catalogna, nei Paesi Baschi come in Scozia. Ammettiamolo: un ottobre del genere non ce l'aspettavamo. Quel che è successo lo scorso mese va oltre le più rosee aspettative di molti di noi.
Il 15 ottobre il first minister scozzese Alex Salmond e il prime minister britannico David Cameron si sono accordati in merito al referendum che permetterà ad Edimburgo di salutare Londra: si terrà nel 2014.
In Spagna l'atmosfera è caliente. Madrid e Barcellona si guardano più in cagnesco che mai, e stavolta Ronaldo e Messi non c'entrano: i catalani premono per l'indipendenza, e dato che il 25 novembre si voterà, c'è da aspettarsi un trionfo degli indipendentisti. Tra l'altro, il 21 ottobre i baschi hanno votato compatti i separatisti. Addio Spagna? Ne riparleremo.
Meno di tre settimane fa, Gallio ha ospitato un importante convegno organizzato dall'associazione Diritto di Voto: il tema era l'indipendenza del Veneto. Per la Serenissima la strada è in salita, ma quello che conta in queste cose è fare il primo passo. A Venezia il dibattito sulla secessione è tornato di scottante attualità, e i libertari hanno drizzato le antenne. Non è un caso che il reportage del convegno apparso su The Road to Liberty e sul sito di Diritto di Voto abbia suscitato forte interesse: i conflitti tra centro e periferia emersi con prepotenza negli ultimi tempi alimentano prospettive potenzialmente rivoluzionarie, e siamo solo all'inizio. Sale la febbre dell'indipendentismo, che è una febbre di libertà. Oggi il termometro segna, poniamo, 37 e mezzo: e domani?

lunedì 1 ottobre 2012

The Liberty Bell: un nuovo inizio

di Paolo Amighetti


Ci lasciamo alle spalle un mese meraviglioso e difficile. The Road to Liberty è nato i primi giorni di settembre ed è cresciuto grazie agli sforzi generosi di tutti noi; abbiamo abbozzato dei progetti, pubblicato in media più di un articolo al giorno e ci siamo fatti conoscere ed apprezzare. Dal 9 settembre siamo anche su Facebook: la nostra pagina (The Road to Liberty) ci ha garantito una visibilità sufficiente ad incoraggiarci nel lavoro. Come promesso, vi abbiamo parlato un po' di tutto: hanno trovato spazio gli interventi puntuali su ambiente ed economia di Miki Biasi, gli approfondimenti sul mondo del lavoro di Tommaso Cabrini e le analisi politico-economiche di Damiano Mondini, oltre ai miei pezzi sulla filosofia libertaria.
Ma dal 17 settembre il blog tace. Voi lettori sapete cos'è successo quel giorno.
La scomparsa di Camilla Bruneri, anima e cuore di The Road to Liberty, ha lasciato un enorme vuoto.
Il valore del suo contributo è stato incalcolabile; i suoi articoli sull'istruzione e sulla scuola, numerosi ed originali; il suo entusiasmo, una malattia contagiosa dalla quale non siamo ancora guariti. Abbiamo scelto di salutarla con poche parole spontanee, e di lasciar perdere il blog per qualche tempo. Oggi rompiamo il silenzio e ci rimettiamo al lavoro: ci sembra il modo migliore per onorare la memoria di Camilla, che in The Road to Liberty aveva messo tutto il suo impegno e la sua passione.

domenica 2 settembre 2012

A mo' di editoriale: the Liberty Bell

di Paolo Amighetti

Secondo la tradizione, l'8 luglio del 1776 l'aria di Philadelphia fu squarciata dal risuonare della Liberty Bell, la campana della libertà; i cittadini, a quella chiamata, si radunarono per ascoltare la pubblica lettura della Dichiarazione d'Indipendenza. Vorrei dire che è quello stesso suono a spingerci a dare vita a questo blog, ma non ho una simile faccia tosta. Mi conviene cambiare registro, e dare al nostro progetto delle giustificazioni meno retoriche. Ad oggi, la redazione è composta, oltre che da chi scrive, da Damiano Mondini, Camilla Bruneri e Tommaso Cabrini. Colgo l'occasione per ringraziarli: senza di loro, questo spazio non avrebbe mai visto la luce. Siamo studenti: c'è chi frequenta l'università, chi sta per entrarvi e chi ancora è al liceo. Ci dichiariamo libertarians, cioè favorevoli al libero scambio e all'indebolimento del potere politico; ci opponiamo alle logiche governative, poiché preferiamo la cooperazione volontaria tra gli individui. Insomma: oltre ad interessarci di politica alla nostra età, abbiamo scelto uno schieramento decisamente minoritario. Cosa possiamo desiderare, nell'Italia di Monti e della Guardia di Finanza? Di sentirci un po' meno soli, in definitiva. The Road to Liberty dunque non nasce per ispirare una rivoluzione, né pretende di innovare profondamente una complessa linea di pensiero: piuttosto, tenta di divulgare le idee libertarian perché vi si possano avvicinare per la prima volta dei nostri coetanei intraprendenti e capaci. Ciò che sta a cuore a ciascuno di noi è offrire al libertarismo una voce in più, perché a qualche giovane, dopo aver dato un'occhiata a questo piccolo blog, venga voglia di sfogliare La legge di Bastiat, Liberalismo di Mises o perfino L'etica della libertà di Rothbard. Con tale intento proporremo alcuni nostri spunti di critica, analisi o riflessione; speriamo di non annoiare, anche perché ognuno di noi è specializzato su uno o due temi in particolare. Cercheremo ad ogni modo di non pestarci i piedi l'un l'altro, e di dare alle nostre sei righe un taglio ora storico, ora economico, e così via. Oltretutto, ci piacerebbe tenere aggiornati i lettori: con piglio da cronisti osserveremo dunque l'attualità politica e dedicheremo qualche parola alle più interessanti iniziative liberali e libertarie. Niente di più, niente di meno: così sarà, se vi pare, The Road to Liberty.