domenica 27 gennaio 2013

Perire oppure insorgere?

di Luigi Angotzi



La campagna elettorale per le elezioni politiche Nazionali, a meno di un mese dal voto è ormai entrata nel vivo della competizione.

L'appuntamento, politicamente parlando, è il più importante all'interno dei confini Nazionali, infatti il Partito che vincerà le elezioni sarà investito da un potere immenso e potrà decidere le sorti del Paese.

Tuttavia anche gli altri partiti, con ambizioni politiche più modeste si danno un gran da fare, perché il parlamento per come è strutturato premia un pò tutti quanti, anche quei "partitini" che con il 2% riescono a farsi adottare da una coalizione di partiti più grande e poi come di consueto gli metteranno il bastone fra le ruote minacciando con il loro "potere di ricatto" di fargli cadere il Governo.

Questo è il paradosso della democrazia, il 2% prende decisioni per il restante 98% , si potrebbe affermare che il Parlamento fa suo il motto di de Coubertin "l'importante non è vincere ma partecipare" perché premia chiunque vi metta piede all'interno, una volta entrati faranno i loro sporchi giochi.


Neanche a parlarne poi, di quei partiti che hanno percentuali ancor più elevate, per loro diventa una ragione di vita tanto da diventare professionisti di questo mestiere.

Perché ragionandoci bene, il Parlamento è un posto di lavoro sicuro (si guadagna molto anche se si lavora poco e male) per il candidato che ambisce entrarci ed inoltre si ha il potere di decidere sugli altri cittadini, cosa potrebbe volere di più uno Statalista?

Sì perché è proprio di questo che si tratta, decidere per gli altri, che a seconda del soggetto coinvolto, questo concetto cambia di significato:  per lo stolto, perennemente ingannato, sembra che sia una cosa positiva perché crede che la delega scaturita dal suo voto permetterà al suo rappresentante di realizzare quanto promesso, mentre per chi ha già un po’ più d'esperienza elettorale sa bene che è solo un imbroglio e che per lui non cambierà nulla.

Per dirla come un personaggio scafato della nostra politica "il potere logora chi non ce l'ha".

Orbene riflettendo quindi sotto quest'ottica ci rendiamo conto che l'interesse di questi politicanti, venditori di fumo già da molti decenni, è arrivare al potere e realizzare i propri interessi, ogni tanto e se ci sono i soldi necessari anche gli interessi dei cittadini elettori, in modo tale da giustificare il loro ruolo all'interno del Parlamento così da autolegittimarsi  per poi gabbarli ancora una volta.

Insomma, si può dedurre che i cittadini, come al solito, sono spettatori paganti di un film horror che inizia male e finisce peggio.

La commedia viene recitata ogni giorno, secondo un copione prestabilito si va dal piattume generale (l'elogio del nulla che avanza) a colpi di scena quali matrimoni tra partiti di vario genere, famiglie-coalizioni allargate all'infinito (quasi a coprire tutte le correnti politiche esistenti, tanto da essere tutti contro il partito sfigato di turno che recita la parte del cattivo da battere) e poi tradimenti, diversi "inciuci" ed anche resurrezioni, gli attori politici hanno proverbialmente più vite dei gatti!

Lo show è recitato così bene che il cittadino succube di TV, giornali, radio, internet ha la parvenza di ritrovarsi in un bel sistema, dotato di una plurale offerta politica, in cui esprimendo il proprio voto crederà che poi i suoi interessi verranno realizzati e tutelati.

La regola di base per una rappresentazione di successo è dare al popolo/spettatore quello che vuole vedere, in questo caso lo si può chiamare "contentino democratico" che a conti fatti però non cambia niente perché tanto le decisioni le prendono comunque sulle loro teste, che gli elettori siano volenti o nolenti.

Per fortuna però all'interno di questo sistema c'è qualcuno che interpretando il ruolo del critico cinematografico, si permette di dissentire manifestano i suoi dubbi ed i suoi pensieri e smascherando i vari "effetti speciali" che rimbecilliscono gli elettori/spettatori.

Infatti è proprio per questo che si dice che è difficile mettere d'accordo pubblico e critica.

Risulta quindi complicato per questi ultimi spiegare che il "teatrino" della politica è solo una recita ascrivibile sotto la categoria della tragedia (ai danni degli elettori) , perché i commedianti hanno degli sceneggiatori così bravi che fanno loro il motto Gattopardesco di "cambiare tutto per non cambiare niente", quindi ci saranno nuovi attori e nuove trame ma il format rimarrà lo stesso.

Ultimamente vanno di moda le serie con protagonisti professori e medici che dall'alto del loro sapere somministrano al malato una cura che è peggiore della malattia, la gente muore, ma il pubblico si appassiona lo stesso e continua a seguirli con fiducia, facendogli ottenere di conseguenza uno share sempre alto.

Quindi l’importante è non annoiare lo spettatore, il rischio potrebbe essere quello che si alzi dalla poltrona (stufo dei programmi trasmessi) e che si riprenda in mano la sua vita;

per loro l’importante è impigrirlo in modo tale che tutto gli sembri più difficile e che lo sforzo ed il lavoro da fare diventino sempre più faticosi man mano che passa il tempo, ed una volta resosi conto che quello che vede non gli va bene, non avrà più il tempo per fare qualcosa.

Tuttavia e per fortuna c'è chi non guarda più il palinsesto mediatico e cerca di ragionare con la propria intelligenza e cultura.

Questo è il caso della Catalogna i cui abitanti hanno deciso di scegliere in prima persona per il bene dei propri interessi e quindi della propria vita, nello specifico hanno approvato pochi giorni fa la “dichiarazione di Sovranità”, in parole semplici vogliono vivere la propria vita come ritengono più opportuno senza dovere rendere conto a nessuno (cioè il Governo centrale di Madrid).

In quest'ottica mi riallaccio al pensiero che ho espresso nella mia precedente riflessione, cioè sulla ricerca della felicità (qui) dell'individuo che può essere realizzata solo da egli stesso guidato dal suo istinto.
In questo caso vi è un istinto ancora più importante rispetto a quello “della ricerca libera e propria della felicità” ossia l'istinto alla vita, tutta quella serie di comportamenti che hanno permesso all'uomo di esistere, evolversi ed arrivare ad oggi.

Quindi se l'uomo si ritroverà metaforicamente con le spalle al muro con l'obbligo di decidere di fronte al bivio della vita se perire oppure vivere, e quindi reagire ed insorgere ad una situazione soggettiva negativa, deciderà per quest'ultima.

La vita dell'uomo, è legata alle proprie scelte, se non ha la possibilità di scegliere allora è succube e la sua persona è legata alla volontà di qualcun altro. Insomma ha vissuto per niente, senza godere a pieno della propria esistenza, senza essere libero di scegliere quali fossero le decisioni migliori per la sua vita e la sua felicità.

Nel suo vangelo gnostico, (quindi apocrifo) Filippo scriveva: “Un asino che girava legato attorno ad una macina fece cento miglia. Quando fu slegato, trovò che era ancora nello stesso posto. Ci sono uomini che camminano molto e non avanzano affatto. Quando giunge per loro la sera, essi non hanno visto né città, né villaggio, né creatura, né natura, né salvezza. Invano, i miseri, si sono travagliati."

In sintesi si può dire che non hanno vissuto la propria vita.

Ed ancora: "Invece coloro che sono nella verità saranno perfetti quando tutta la verità si manifesterà. Perché la verità è come l'ignoranza: quand'è nascosta, riposa in se stessa, ma quando si rivela ed è riconosciuta, viene glorificata, in quanto è piú potente dell'ignoranza e dell'errore. Essa dà la libertà."

Mancando la verità, siamo circondati dall'ignoranza, e di conseguenza non possiamo decidere in libertà, Orwell scriveva: “"In tempi di menzogna universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario".

Entrambe le descrizioni sono veritiere, significative e purtroppo desolanti.

In conclusione rivolgendomi a chi sta leggendo questa mia riflessione pongo virtualmente una domanda, voi della vostra vita cosa ne volete fare?

La vostra intenzione sarà quella di morire sulla poltrona vedendo scorrere via la vostra vita, guardando e sapendo che il film già visto finirà male?  

Per voi spero di no, se questa mia riflessione vi ha portato a ragionare e prendere coscienza (perché la consapevolezza cambia le cose)e se sentirete nel vostro cuore manifestarsi il desiderio di cambiare e prendere una decisione netta, vi consiglio di prestargli attenzione, non è niente altro che il vostro istinto che vuole farsi sentire, dategli ascolto, rimettete in circolo la vostra vita;

prendete un bel respiro profondo, chiudete gli occhi, una volta riaperti vedrete tutte le cose in modo nuovo e vedrete anche in lontananza la vostra nuova vita da persona libera e saprete allora cosa fare, andargli incontro, superando qualsiasi ostacolo che si frappone tra voi ed il vostro traguardo.

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